mercoledì 9 marzo 2016

LATTE: LA CRISI È IRREVERSIBILE SOLO SE NON SI REGOLAMENTA IL MERCATO

Il Commissario all’agricoltura Phil Hogan apre sulle cosiddette “quote camaleonte” richieste da tempo dal M5S per far fronte alla forte crisi in atto nel comparto lattiero-caseario
La liberalizzazione della produzione nel settore lattiero-caseario ha evidenziato la fragilità del sistema e, in particolar modo, delle piccole stalle. Ad evidenziarlo, anche uno studio firmato AgroTer e presentato solo poche settimane fa al Senato, da cui è emerso che stalle con circa 150 capi che producono in media 9 tonnellate di latte l’anno (media italiana 8,4, quella europea circa 10) fanno fatica a raggiungere il “break even point”, ovvero in pratica non guadagnano nulla. E considerando che quasi il 50% delle stalle italiane (33.000 in totale) hanno meno di 20 capi e che si trovano in zone svantaggiate o di montagna, vuol dire che se non si fa nulla nel giro di pochi anni si rischia una vera e propria “carneficina sociale”.
Visto che, come riportano i dati, la produzione di latte aumenta mentre i consumi diminuiscono – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – occorre quanto prima riorganizzare a livello di Unione europea un contingentamento, reintroducendo delle ‘quote camaleonte’, ovvero dei limiti quantitativi che, rispetto al passato, siano modulabili in base alle oscillazioni di domanda e offerta mentre, a livello nazionale, è necessario lavorare su tracciabilità, accordi di filiera e contratti che tengano conto sia di una parte di costo fissa che di una parte variabile, legata alla qualità della materia prima e al mercato, in modo da bilanciare i rapporti di forza tra produttore e trasformatore e, quindi – prosegue L’Abbate (M5S) – avere un valore aggiunto del prodotto da distribuire. Le aziende di montagna, poi, non possono essere considerate solo ‘stalle che producono non a prezzi di mercato’ ma andrebbero rivalutate come ‘presidi del territorio’ che impediscono il dissesto idrogeologico e alimentano il turismo. Chiediamo pertanto che il Governo intervenga con aiuti puntuali chiedendo alla Ue misure a sostegno che guardino alla ruralità anziché al mercato, come abbiamo più volte chiesto, inserendole innanzitutto tra gli impegni di revisione della Pac a medio termine e che s’impegni – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – affinché lo Stato regolamenti il mercato per fare in modo che la liberalizzazione selvaggia non travolga i produttori italiani”. 
Una proposta quella delle cosiddette “quote camaleonte”, come le hanno ribattezzate i 5 Stelle, che trova l’avallo dello stesso commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, il quale ha aperto alla possibilità di utilizzare l’art. 222 dell’Ocm unica per regolamentare il conferimento del latte e limitarne la produzione. “Stiamo valutando accordi volontari per regolamentare l’offerta in base all’articolo 222 e stiamo vagliando la possibilità di avere l’approvazione di certe misure – ha dichiarato Phil Hogan nel suo intervento nella riunione straordinaria della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – ma bisognerà sentire il parere della Directorate-General for Competition (COMP)” della Commissione europea. L’articolo 222 del regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm unica) consente, infatti, deroghe alle norme antitrust per le organizzazioni di produttori e interprofessionali riconosciute che, in caso di gravi squilibri di mercato, possono adottare misure per stabilizzare il settore interessato.

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