giovedì 31 marzo 2016

PUGLIA: IN LEGGERA CRESCITA LE AZIENDE AGRICOLE GIOVANILI ED A CONDUZIONE FEMMINILE

La fotografia del Centro Studi Confagricoltura vede la Puglia in costante crescita nelle imprese agricole mentre il deputato pugliese L’Abbate (M5S) chiede di investire di più su competenze e competitività
In uno scenario generale di calo delle imprese agricole (-1%), soprattutto per quanto concerne quelle giovanili (-3%), la Puglia sembra reggere il colpo attestandosi dietro regioni come la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Calabria. Stando all’ultimo rapporto del Centro Studi Confagricoltura su dati Unioncamere, il Tacco d’Italia, infatti, registra un lieve ma significativo aumento delle imprese agricole giovanili dello 0,5% (dalle 5.300 del 2014 divengono 5.329 nel 2015) che rappresentano ora lo 6,8% del totale delle aziende nel primo settore. In leggera crescita, sia il numero delle imprese agricole (+0,4%) sia il lato rosa dell’agricoltura con un +1,7%: da 23.318 imprese nel 2014 si passa, dunque, a 23.721 aziende agricole nel 2015.
Il recente rapporto del Centro Studi Confagricoltura fotografa una diminuzione del numero di aziende giovani e rosa, la riduzione della superficie agricola utilizzata per effetto dell’urbanizzazione, il trasferimento di terreni, dati in cessione o in affitto, dalle piccole aziende a quelle di dimensioni maggiori commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camerain questo scenario italiano, la Puglia si distingue per essere un territorio in cui gli imprenditori, soprattutto giovani e donne, sembrano riporre speranze ed aspettative per il futuro. Sono segnali sicuramente positivi, date le contingenze nazionali, ma non si può dimenticare che il mutato contesto economico, globalizzato, richiede elevate capacità imprenditoriali ed alti standard di competitività. L’agricoltura, oggi, necessita di investimenti per accrescere competenze, competitività ed innovazione che dovrebbero essere poste al centro delle strategie politiche nazionali e regionali. In questo conclude L’Abbate (M5S)un ruolo cruciale può essere svolto dai finanziamenti europei, da utilizzare tutti quantitativamente (cosa in cui la Puglia non sempre ha brillato) ma soprattutto in modalità realmente utili per l’intero settore primario, attraverso PSR (piani di sviluppo rurale) finalizzati allo sviluppo e non alla mera elargizione di fondi”.

Puglia (M5S): “Sicurezza srl e collocamento obbligatorio, il Governo ris...

venerdì 11 marzo 2016

#RCAUTOEQUA, LA BATTAGLIA INIZIA ANCHE AL PARLAMENTO EUROPEO (Adinolfi, ...

A TU PER TU con DEGASPERI, MoVimento 5 Stelle

Massimo Bugani a Studio24 - candidato sindaco di Bologna per il Moviment...

Non solo mimose nella giornata dell’8 marzo: riflessioni e iniziative per ricordare i diritti (incompleti) delle donne | Lecce ed il Salento online

Non solo mimose nella giornata dell’8 marzo: riflessioni e iniziative per ricordare i diritti (incompleti) delle donne | Lecce ed il Salento online

LecceSette - Sanità, Lotta all’assenteismo, grillini salentini: “Siano controllati anche i politici locali"

LecceSette - Sanità, Lotta all’assenteismo, grillini salentini: “Siano controllati anche i politici locali"

LEX: ddl sottrazione dei minori (Blundo)

Intervista al candidato del Movimento 5 stelle di Roseto degli Abruzzi M...

VERITA' PER REGENI, IL MOVIMENTO 5 STELLE PROTESTA AL PARLAMENTO EUROPEO

Buccarella (M5S) ad Omnibus - La macchina del #FangoPiddino contro il Mo...

mercoledì 9 marzo 2016

Sorveglianza di quartiere: il miglior antifurto è il tuo vicino (Incontr...

Conferenza stampa M5S sul piano di riordino sanitario

TRASPARENZA E COMPETENZA PER I SERVIZI PORTUALI EUROPEI (D'Amato M5S)

Casavatore, M5s: "Ecco la mappa sugli intrecci tra politica e camorra. I...

LATTE: LA CRISI È IRREVERSIBILE SOLO SE NON SI REGOLAMENTA IL MERCATO

Il Commissario all’agricoltura Phil Hogan apre sulle cosiddette “quote camaleonte” richieste da tempo dal M5S per far fronte alla forte crisi in atto nel comparto lattiero-caseario
La liberalizzazione della produzione nel settore lattiero-caseario ha evidenziato la fragilità del sistema e, in particolar modo, delle piccole stalle. Ad evidenziarlo, anche uno studio firmato AgroTer e presentato solo poche settimane fa al Senato, da cui è emerso che stalle con circa 150 capi che producono in media 9 tonnellate di latte l’anno (media italiana 8,4, quella europea circa 10) fanno fatica a raggiungere il “break even point”, ovvero in pratica non guadagnano nulla. E considerando che quasi il 50% delle stalle italiane (33.000 in totale) hanno meno di 20 capi e che si trovano in zone svantaggiate o di montagna, vuol dire che se non si fa nulla nel giro di pochi anni si rischia una vera e propria “carneficina sociale”.
Visto che, come riportano i dati, la produzione di latte aumenta mentre i consumi diminuiscono – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – occorre quanto prima riorganizzare a livello di Unione europea un contingentamento, reintroducendo delle ‘quote camaleonte’, ovvero dei limiti quantitativi che, rispetto al passato, siano modulabili in base alle oscillazioni di domanda e offerta mentre, a livello nazionale, è necessario lavorare su tracciabilità, accordi di filiera e contratti che tengano conto sia di una parte di costo fissa che di una parte variabile, legata alla qualità della materia prima e al mercato, in modo da bilanciare i rapporti di forza tra produttore e trasformatore e, quindi – prosegue L’Abbate (M5S) – avere un valore aggiunto del prodotto da distribuire. Le aziende di montagna, poi, non possono essere considerate solo ‘stalle che producono non a prezzi di mercato’ ma andrebbero rivalutate come ‘presidi del territorio’ che impediscono il dissesto idrogeologico e alimentano il turismo. Chiediamo pertanto che il Governo intervenga con aiuti puntuali chiedendo alla Ue misure a sostegno che guardino alla ruralità anziché al mercato, come abbiamo più volte chiesto, inserendole innanzitutto tra gli impegni di revisione della Pac a medio termine e che s’impegni – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – affinché lo Stato regolamenti il mercato per fare in modo che la liberalizzazione selvaggia non travolga i produttori italiani”. 
Una proposta quella delle cosiddette “quote camaleonte”, come le hanno ribattezzate i 5 Stelle, che trova l’avallo dello stesso commissario europeo all’agricoltura Phil Hogan, il quale ha aperto alla possibilità di utilizzare l’art. 222 dell’Ocm unica per regolamentare il conferimento del latte e limitarne la produzione. “Stiamo valutando accordi volontari per regolamentare l’offerta in base all’articolo 222 e stiamo vagliando la possibilità di avere l’approvazione di certe misure – ha dichiarato Phil Hogan nel suo intervento nella riunione straordinaria della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo – ma bisognerà sentire il parere della Directorate-General for Competition (COMP)” della Commissione europea. L’articolo 222 del regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm unica) consente, infatti, deroghe alle norme antitrust per le organizzazioni di produttori e interprofessionali riconosciute che, in caso di gravi squilibri di mercato, possono adottare misure per stabilizzare il settore interessato.

giovedì 3 marzo 2016

GRANO: IL GOVERNO PROMETTE IMPEGNO MA NON RISPONDE SULLA COMMISSIONE UNICA NAZIONALE DI FILIERA

Al question time M5S sulla guerra del prezzo sul grano, che ha visto anche agitazioni in Puglia, il sottosegretario all’agricoltura Giuseppe Castiglione replica con azioni che, però, “mostrano più dubbi che certezze” secondo L’Abbate (M5S)
Dopo le manifestazioni al porto di Bari e la nuova fase di ribassi dei prezzi all’ingrosso del grano duro, i deputati 5 Stelle hanno richiesto con un question time, tenutosi oggi in Commissione Agricoltura a Montecitorio, come il Ministero dell’Agricoltura si stia adoperando per sostenere il comparto. Dopo la sostanziale stabilità registrata nei mesi di ottobre e novembre 2015, la Borsa merci italiana ha evidenziato un crollo dei prezzi dovuto allo squilibrio tra domanda piuttosto contenuta da parte dell’industria molitoria ed ampia disponibilità di prodotto sul mercato, disponibilità destinata ad aumentare se si considerano le attese per il 2016 derivanti dalla crescita delle semine.
L’organizzazione di filiera appare, dunque, indispensabile anche nel settore cerealicolo – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – sia per affrontare le sfide del mercato globale sia per negoziare con più forza con la parte industriale. Attualmente l’aggregazione della produzione agricola viene realizzata, infatti, da intermediari, ovvero soggetti terzi rispetto agli agricoltori che hanno scarso interesse a valorizzare sia qualitativamente che economicamente le produzioni, gestendo le relazioni con il mercato finale e i rapporti con l’industria per le produzioni cerealicole destinate alla trasformazione. Per questo – continua L’Abbate (M5S) – abbiamo chiesto se il Governo non ritenga urgente promuovere ogni strumento volto a favorire l’aggregazione nel settore, anche attraverso l’attivazione immediata di un tavolo di filiera e l’istituzione di una Commissione unica nazionale (Cun) per il mercato dei cereali, come previsto dal mio emendamento approvato alla legge 91/2015 e che attende i decreti attuativi ministeriali previsti”.
Consapevoli delle necessità dei cerealicoltori negli ultimi anni abbiamo impegnato oltre 10 milioni di euro per la realizzazione di azioni concrete e specifiche per il settore cerealicolo – ha risposto il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione – Il Piano di settore è stato concordato nell’ambito dello specifico Tavolo di filiera dove le Organizzazioni presenti hanno cooperato nella definizione e nella realizzazione degli specifici interventi programmati: tra questi un ruolo importante è ricoperto dalla Rete Qualità Cereali” mentre “è in fase di predisposizione un decreto sui criteri di riconoscimento delle OP (Organizzazioni Produttori) che evidenzia un ruolo propulsivo per le forme organizzate del settore cerealicolo, richiamando il loro decisivo ruolo nelle relazioni contrattuali. In questo modo – ha concluso Castiglione – auspichiamo che gli operatori del settore possano creare una filiera molto più integrata dall’interno della quale conseguire risultati come la valorizzazione del prodotto nazionale, la sua qualificazione e soprattutto una stabilizzazione del prezzo”. 
Di queste ‘azioni concrete’, però, non ci risulta si siano avuti gli effetti sperati vista la crisi del settore mentre ci domandiamo quali siano gli altri ‘specifici interventi’ di cui parla il sottosegretario Castiglione – commenta Giuseppe L’Abbate (M5S) – Chiederemo dettagli sulla Rete di Qualità Cereali per la nascita di una rete professionale del settore e attendiamo di poter leggere il decreto annunciato. Nessuna risposta, invece, alla nostra richiesta sulla volontà di creare una Cun per il mercato dei cereali. Ricordiamo – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – che in Italia sono circa 2 milioni gli ettari destinati al frumento duro e tenero e risultano sempre più necessari contratti di filiera che riescano a stabilizzare il prezzo tra produttori e filiera per equilibrare i rapporti di forza”.

Lezzi (M5S): "#BoschiRispondi a queste 5 semplici domande!"

Buccarella (M5S): "Fiducia sull'omicidio stradale, l'Italia non è più un...

Santangelo a Grasso: "Basta con i furbetti del tesserino!"

Tibet, tra oppressione e rivoluzione | Conferenza stampa M5S in Senato