mercoledì 3 febbraio 2016

BANCHE: A TUTELA DEI CORRENTISTI, CHIESTO IL RINVIO DEL “BAIL IN” AL 2018

Con una mozione depositata a Montecitorio, il M5S chiede il rinvio del nuovo strumento finanziario di salvataggio bancario viste anche le parole del governatore di Banca d’Italia Visco
Con una mozione depositata alla Camera dei Deputati, il Movimento 5 Stelle ha chiesto il rinvio dell’applicazione del “bail in” al 2018. Questo strumento, introdotto a partire da inizio anno con il decreto “Salva Banche”, prevede non più un salvataggio esterno prevalentemente pubblico per gli istituti finanziari (bail-out) bensì un salvataggio dall’interno, da attuare tramite le risorse dell’istituto in situazione di dissesto, compresi i correntisti.
Se anche Banca d’Italia ci crede veramente, come appare dagli ultimi interventi di Visco, sostenga questa iniziativa parlamentare. La mozione c’è già: basta votarla – commenta così il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) le parole del governatore di via Nazionale Ignazio Visco, esplicitando uno dei passaggi principali dell’atto depositato dai 5 Stelle a Montecitorio in cui si chiede l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per restituire il risparmio investito in Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca delle Marche, Cari Ferrara e Cari Chieti – La procedura di risoluzione dei quattro istituti finanziari è stata avviata nel 2015 sulla base delle disposizioni contenute nel decreto legislativo numero 180 del 16 novembre 2015, che sono entrate in vigore solo a decorrere dal primo gennaio 2016. Per tal motivo, riteniamo che la procedura di risoluzione delle menzionate banche sia stata adottata in carenza di legittimazione normativa e tutti gli atti adottati dal Governo, dal ministero dell’Economia e delle Finanze e da Banca d’Italia siano illegittimi”. 
L’Abbate ricorda che sono migliaia i risparmiatori che si sono visti azzerare gli investimenti in obbligazioni subordinate ed azioni: “Tra questi non mancano i pugliesi colpiti che hanno purtroppo provato sulla loro pelle come il decreto governativo voluto da Renzi e denominato ‘salva banche’ si sia rivelato in realtà un ‘ammazza risparmiatori’. Siamo di fronte ad una situazione intollerabile”.
A tutela dei risparmiatori, nella mozione presentata il Movimento 5 Stelle chiede, inoltre, al governo la possibilità di nominare un rappresentante dei consumatori, eletto dalle associazioni di categoria e retribuito dal sistema bancario, negli organi di vigilanza e controllo delle banche in modo da consentire ai risparmiatori di verificare la corretta gestione della banca. “Il M5S non può accettare questo far west – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – i soldi ‘rapinati’ vanno restituiti. In gioco c’è la tutela del risparmio, costituzionalmente garantito”.

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