giovedì 19 novembre 2015

ESTERI: RIFINANZIATA MISSIONE ANTIPIRATERIA NONOSTANTE LO STALLO SUL CASO MARÒ

Il Governo destina i fondi per le missioni internazionali, trascurando la necessità di risorse per la sicurezza interna del Paese e nonostante si era deciso di attendere sviluppi sul caso marò. Scagliusi (M5S): “Con la guerra totale al terrore, il terrore è proliferato”
La Camera ha approvato la conversione del decreto sulle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Per l’ultimo trimestre del 2015, il decreto stanzia oltre 300 milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni internazionali e 38 milioni e mezzo di euro per la cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo. 
“Si fa ricorso all’ennesimo decreto - dichiara il pugliese Emanuele Scagliusi, deputato M5S della Commissione Affari Esteri e Comunitari alla Camera – in assenza di una legge che disciplini la partecipazione dei contingenti italiani alle missioni internazionali di pace in maniera organica, generale e coerente: una legge bloccata al Senato dalla maggioranza che, evidentemente, ha altre priorità. Nello scorso decreto, in merito alla missione antipirateria Atalanta, grazie ad un emendamento delle opposizioni, si era deciso di valutarne la partecipazione in base agli sviluppi della vicenda dei due fucilieri di marina Girone e Latorre ancora trattenuti in India. Ora la troviamo rifinanziata senza che la questione dei due marò si sia risolta e senza che ci siano stati sviluppi significativi. La base fondante di questo decreto, ovvero delle missioni militari più importanti che hanno visto l’occidente e l’Italia impegnate – continua Scagliusi (M5S) –  si sono rivelate un tragico fallimento con conseguenze che pagheremo a lungo. Occorre rispondere in modo totalmente differente da come si è risposto dopo l’11 settembre 2001 perché, da quando si è dichiarata una guerra totale al terrore, il terrore è proliferato. Altro che missioni di pace”.
I dati del Global Terrorism Index rivelano che le vittime del terrorismo sono quintuplicate dall’attacco alle Torri gemelle e nonostante i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, in Afghanistan ed in altre aree di crisi, sono nate nuove sigle Jihadiste. Negli ultimi 45 anni, sempre secondo il GTI, l’80% delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi che erano alla base del sostegno ai gruppi terroristici. Solo il 7% è stato eliminato dall’uso diretto della forza militareNel decennio 2004-2014 il costo complessivo per l’Italia delle missioni internazionali militari è stato già di 12 miliardi e 731 milioni.
Hanno portato la pace? Siamo più sicuri oggi? O piuttosto quelle guerre non hanno fatto altro che alimentare a dismisura i bacini di odio? – incalza il deputato Scagliusi (M5S) – La risposta è sotto gli occhi di tutti, evidenziata dagli attentati di Parigi: un fallimento totale. Ciononostante, con questo decreto, non ci ritiriamo affatto dall’Afghanistan. Per la ‘Resolute Support Mission’ verranno dispiegate altre 204 unità (per un totale di 834), che guarda caso corrisponde più o meno al contingente militare spagnolo che invece lo ha ritirato, su espressa richiesta del Presidente americano. Sarebbe utile usare queste energie per avviare un processo di pacificazione in medio oriente e contemporaneamente un rafforzamento delle misure di sicurezza interne. Nell’ultimo decreto missioni c’è stato un inasprimento delle pene per i terroristi – conclude il deputato pugliese 5 Stelle  senza tuttavia incrementare le risorse per aumentare i livelli di sicurezza interna. Cosa può cambiare aumentare gli anni di prigione per un estremista che è pronto a farsi saltare in aria da un momento all’altro?”.

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