venerdì 11 settembre 2015

SIRIA: IL MINISTRO GENTILONI PARLA DI TRANSIZIONE DIPLOMATICA MA PER SCAGLIUSI (M5S) È UNA STORIELLA GIÀ SENTITA. “PREOCCUPATO PER LA PUGLIA”

Il Ministro degli Affari Esteri, su sollecitazione del deputato pugliese, conferma la volontà del Governo Renzi di deporre Assad. Ma per Scagliusi si corre il rischio di una Libia-bis
La questione Siria al centro del question time tenutosi ieri, mercoledì 9 settembre, alla Camera dei Deputati. Con una interrogazione parlamentare del deputato pugliese Emanuele Scagliusi, il Movimento 5 Stelle ha chiesto al ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni quali siano le intenzioni dell’Italia in merito alla crisi in corso nel Paese medio-orientale e se il Governo Renzi intenda comportarsi alla stregua del Governo Berlusconi nel 2011, quando l’Italia si fece trascinare in guerra da azioni unilaterali degli alleati, senza l’avallo dell’ONU.
“La risposta del ministro mi preoccupa perché non esula la Puglia da possibili rischi legati al caos in Siria – dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Avevo 10 anni, ma resta indelebile il ricordo dei 20.000 cittadini albanesi sbarcati a Bari nel 1991, in cerca di una nuova vita. Il ministro Gentiloni ha risposto dicendo che c’è bisogno di una transizione diplomatica che permetta di limitare la distruzione del Paese nonché la morte di centinaia di cittadini innocenti ma ha aggiunto che, tuttavia, l’Italia si allineerà alle decisione della coalizione anti-terrorismo e che, quindi, seguirà le scelte prese in tale sede. In altre parole, il Ministro ha confermato che l’Italia, in qualunque scenario internazionale si trovi, è considerata un membro di serie B. Abbiamo già sentito in passato le stesse rassicurazioni da parte di ministri degli esteri di altri governi poi sfociate in interventi di guerra. Anche in merito alla situazione della Libia nel 2011 – prosegue Scagliusi – con il Governo Berlusconi ed una Italia doppiogiochista che prima baciava le mani a Gheddafi e poi si associava alle azioni di guerra unilaterali degli alleati, senza l’avallo ONU”.
L’avanzata dell’Isis in Siria alla conquista di città e villaggi, sta portando la distruzione del patrimonio culturale e archeologico del Paese siriano, anche con il contributo del Governo turco (facente parte della Nato) che colpisce le basi curde in Iraq, l’unico contenimento dell’Isis da terra. Sia il Governo britannico sia quello francese ritengono necessario un intervento militare della Nato contro l’IS attraverso una campagna di raid aerei in Siria. Anche Putin ha aperto alla possibilità di una coalizione internazionale con gli Stati Uniti per un intervento in Siria, anche se con l’intento di salvaguardare comunque il più che traballante presidente siriano Assad. 
“Anche alla luce della foto scioccante che ritrae il piccolo Aylan, morto annegato in Turchia, sembra che per i governi europei e per le lobby, il fattore umanitario che interessa la questione siriana pesi ben poco dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Il nodo da sciogliere è esclusivamente il destino di Assad: Mosca e Teheran chiedono che resti al potere, l’Occidente continua a fare pressioni per le sue dimissioni. Tuttavia, la storia ci insegna che gli interventi esterni finora non hanno mai sortito gli effetti sperati. Al contrario, hanno sempre contribuito a incrementare gli scontri. I capi di stato europei, nessuno escluso, sono la causa della morte del piccolo Aylan e delle tante altre migliaia di cittadini innocenti. Sono colpevoli perché non hanno mai voluto attuare un piano europeo sull’immigrazione nemmeno quando, lo scorso dicembre, il M5S presentava 7 punti per risolvere il problema dell’immigrazione e veniva tacciato di incompetenza. Adesso, quasi la totalità delle nostre proposte – conclude Scagliusi – sono al centro del dibattito europeo. Com’è possibile credere che sia più facile svuotare un Paese che mettere fine a una guerra?”.

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