sabato 12 settembre 2015

AGRICOLTURA: IL GOVERNO LATITA SULL’EMERGENZA CINGHIALI

Ad un anno dall’approvazione della risoluzione del M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, il ministro Martina stenta a mettere in pratica le indicazioni parlamentari per la prevenzione della proliferazione dei suidi ed il risarcimento danni ai cittadini
 
Sono trascorsi oltre dieci mesi dall’approvazione nell’ottobre 2014 della risoluzione, presentata dal Movimento 5 Stelle nel febbraio precedente dopo i solleciti di numerosi angosciati dai danneggiamenti subiti, sul fenomeno della “proliferazione dei cinghiali”. Con l’atto parlamentare, il Governo di Matteo Renzi veniva impegnato ad intraprendere urgentemente tutte le iniziative, in sede nazionale e comunitaria, per contrastare e prevenire con efficacia il problema dei danni alle colture causati dai cinghiali, anche attraverso l’istituzione di un osservatorio permanente tra regioni e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in grado di censire i danni provocati dalla fauna selvatica. Inoltre, si impegnava l’Esecutivo renziano a provvedere all’immediato risarcimento dei danni subiti dai cittadini come previsto dalla Legge n. 157 del 1992, verificando la consistenza dei fondi regionali per il risarcimento dei danni prodotti dalla fauna selvatica e dall’attività venatoria. Tra le altre misure previste, quella di scorporare il risarcimento o l’indennizzo per i danni delle specie selvatiche dalla quota massima prevista per gli aiuti delle aziende agricole rientranti nel regolamento “de minimis”, a prevedere una moratoria dei debiti contratti dagli agricoltori a seguito del mancato reddito cagionato dai cinghiali e la promozione di bandi per la realizzazione di strumenti di prevenzione e l’applicazione dei metodi non cruenti per il controllo della fertilità.
 
Insomma, per il contenimento dei danni causati dai cinghiali ci sono numerosi metodi non cruenti – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura – in primis la prevenzione che passa anche attraverso una corretta informazione dei cittadini. Una linea ribadita dal mondo della ricerca scientifica che, da almeno un quinquennio, analizza il fenomeno trovando soluzioni che mettano d’accordo le esigenze delle attività umane con il rispetto degli animali, come illustrato dalla stessa Ispra. Stupisce come tutti questi studi, pagati con i soldi dei contribuenti, vengano puntualmente snobbati dalla politica che preferisce ogni volta – continua L’Abbate (M5S) – seguire l’approccio demagogico del ‘partito delle doppiette’ che non risolverebbe affatto il problema. Anzi, lo aggraverebbe. Purtroppo, ad un anno dall’approvazione della risoluzione congiunta, il Governo ed il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina non hanno fatto nulla per la prevenzione della proliferazione dei suidi e per il risarcimento dei danni ai cittadini. Speriamo – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – non debba essere necessaria un’invasione di cinghiali ad Expo2015 per destare dal torpore il ministro Martina”.

venerdì 11 settembre 2015

SIRIA: IL MINISTRO GENTILONI PARLA DI TRANSIZIONE DIPLOMATICA MA PER SCAGLIUSI (M5S) È UNA STORIELLA GIÀ SENTITA. “PREOCCUPATO PER LA PUGLIA”

Il Ministro degli Affari Esteri, su sollecitazione del deputato pugliese, conferma la volontà del Governo Renzi di deporre Assad. Ma per Scagliusi si corre il rischio di una Libia-bis
La questione Siria al centro del question time tenutosi ieri, mercoledì 9 settembre, alla Camera dei Deputati. Con una interrogazione parlamentare del deputato pugliese Emanuele Scagliusi, il Movimento 5 Stelle ha chiesto al ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni quali siano le intenzioni dell’Italia in merito alla crisi in corso nel Paese medio-orientale e se il Governo Renzi intenda comportarsi alla stregua del Governo Berlusconi nel 2011, quando l’Italia si fece trascinare in guerra da azioni unilaterali degli alleati, senza l’avallo dell’ONU.
“La risposta del ministro mi preoccupa perché non esula la Puglia da possibili rischi legati al caos in Siria – dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Avevo 10 anni, ma resta indelebile il ricordo dei 20.000 cittadini albanesi sbarcati a Bari nel 1991, in cerca di una nuova vita. Il ministro Gentiloni ha risposto dicendo che c’è bisogno di una transizione diplomatica che permetta di limitare la distruzione del Paese nonché la morte di centinaia di cittadini innocenti ma ha aggiunto che, tuttavia, l’Italia si allineerà alle decisione della coalizione anti-terrorismo e che, quindi, seguirà le scelte prese in tale sede. In altre parole, il Ministro ha confermato che l’Italia, in qualunque scenario internazionale si trovi, è considerata un membro di serie B. Abbiamo già sentito in passato le stesse rassicurazioni da parte di ministri degli esteri di altri governi poi sfociate in interventi di guerra. Anche in merito alla situazione della Libia nel 2011 – prosegue Scagliusi – con il Governo Berlusconi ed una Italia doppiogiochista che prima baciava le mani a Gheddafi e poi si associava alle azioni di guerra unilaterali degli alleati, senza l’avallo ONU”.
L’avanzata dell’Isis in Siria alla conquista di città e villaggi, sta portando la distruzione del patrimonio culturale e archeologico del Paese siriano, anche con il contributo del Governo turco (facente parte della Nato) che colpisce le basi curde in Iraq, l’unico contenimento dell’Isis da terra. Sia il Governo britannico sia quello francese ritengono necessario un intervento militare della Nato contro l’IS attraverso una campagna di raid aerei in Siria. Anche Putin ha aperto alla possibilità di una coalizione internazionale con gli Stati Uniti per un intervento in Siria, anche se con l’intento di salvaguardare comunque il più che traballante presidente siriano Assad. 
“Anche alla luce della foto scioccante che ritrae il piccolo Aylan, morto annegato in Turchia, sembra che per i governi europei e per le lobby, il fattore umanitario che interessa la questione siriana pesi ben poco dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Il nodo da sciogliere è esclusivamente il destino di Assad: Mosca e Teheran chiedono che resti al potere, l’Occidente continua a fare pressioni per le sue dimissioni. Tuttavia, la storia ci insegna che gli interventi esterni finora non hanno mai sortito gli effetti sperati. Al contrario, hanno sempre contribuito a incrementare gli scontri. I capi di stato europei, nessuno escluso, sono la causa della morte del piccolo Aylan e delle tante altre migliaia di cittadini innocenti. Sono colpevoli perché non hanno mai voluto attuare un piano europeo sull’immigrazione nemmeno quando, lo scorso dicembre, il M5S presentava 7 punti per risolvere il problema dell’immigrazione e veniva tacciato di incompetenza. Adesso, quasi la totalità delle nostre proposte – conclude Scagliusi – sono al centro del dibattito europeo. Com’è possibile credere che sia più facile svuotare un Paese che mettere fine a una guerra?”.

mercoledì 9 settembre 2015

AGRICOLTURA: VIA LIBERA A VALIDI CRITERI PER ASSEGNARE 300 MILIONI DI EURO AI CONSORZI DI BONIFICA

Il Ministero dell’Agricoltura accoglie la richiesta dei deputati M5S su un sistema di valutazione in grado di individuare dei criteri per i fondi FEASR a favore dei 121 consorzi di bonifica italiani
Trecento milioni di euro di fondi comunitari da assegnare a 121 consorzi di bonifica in tutta Italia e non saper come fare. Attualmente, infatti, non esistono sistemi di valutazione in grado di individuare dei criteri per l’assegnazione delle risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) destinate ai consorzi di bonifica. È quanto ammesso oggi alla Camera dei Deputati in Commissione Agricoltura dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari in seguito all’interrogazione del Movimento 5 Stelle su quali “parametri utilizzerà il dicastero per valutare l’efficienza dei Consorzi per l’assegnazione delle risorse e quali sono le linee guida del Piano irriguo nazionale”.
Siamo almeno soddisfatti dell’ammissione del Ministero dell’Agricoltura che, in seguito al nostro pressing – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – ha ribadito la necessità di valutare in via preliminare la reale efficienza dei 121 consorzi di bonifica italiani prima di assegnare e distribuire loro 300 milioni di euro di fondi Ue. Una maggiore stretta dovrebbe arrivare anche sul Piano irriguo nazionale. Secondo quanto riportato dal viceministro Andrea Olivero, infatti, il finanziamento delle opere previste, già tutte appaltate, sarà vincolato alla presentazione di una relazione sulla gestione delle fasi esecutive e alla compilazione di una scheda tecnica sulle fonti di approvvigionamento, nodi e tronchi della rete irrigua. Questa rappresenta una piccola goccia nel mare dell’emergenza idrica – conclude L’Abbate (M5S) – che periodicamente si ripropone su tutto il territorio nazionale e che, oramai, non ammette più alcuno spreco ma richiama il senso civico degli amministratori a tutti i livelli su un uso corretto e mirato dei soldi pubblici”.

Immigrati, Di Battista (M5S): "Siamo contro il business non contro di loro"