lunedì 31 agosto 2015

PUGLIA: IN ARRIVO GLI INCENTIVI ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE D’IMPRESA

Partirà domani, martedì 1° settembre, il bando indetto dal Ministero dello Sviluppo Economico con cui verrà concesso alle aziende italiane un contributo a fondo perduto pari a 10.000 euro per avvalersi di consulenza operativa per l’internazionalizzazione d’impresa. Anche in Puglia, le piccole e medie imprese regionali potranno avvalersi di questa occasione in grado di sopperire alle difficoltà che le aziende incontrano nel promuovere e proporre all’estero i prodotti di altissima qualità e spendibilità che sono in grado di realizzare. “Molto spesso, infatti, manca personale qualificato alla spinta e alla promozione dei prodotti sui mercati internazionali – dichiara Lelio Ramunni, Export Specialist Puglia per Co.Mark – Un potenziale commerciale ed economico all’estero sinora poco sfruttato dalle imprese locali e che potrebbe divenire, in questo periodo di crisi e di drastico calo dei consumi interni, un volano per numerose realtà pugliesi. I prodotti della Puglia, infatti, hanno tutte le caratteristiche per imporsi sui mercati internazionali e l’obiettivo di questi voucher è essenzialmente quello di eliminare le difficoltà interne alle imprese per consentire loro, sostenendole nei costi, di affidarsi ad un consulente esterno, professionista del settore, in grado di aprire nuovi mercati e nuove possibilità di vendita in pochi mesi”. 
I mercati esteri, dunque, da mera chimera potrebbero divenire presto realtà per le piccole e medie imprese della Puglia, le quali grazie ai voucher messi a disposizione dal bando del Ministero dello Sviluppo Economico potranno avvalersi di un Temporary Export Manager. Requisito aziendale per la partecipazione è l’aver conseguito, in almeno uno degli esercizi dell’ultimo triennio, un fatturato minimo di 500.000 euro; un vincolo che, però, non sussiste nel caso delle Start-up iscritte nella speciale sezione del Registro delle imprese. Per ottenere i fondi basterà, a partire dalle ore 10.00 di martedì 1° settembre, registrarsi sul sito internet del Mise, nell’apposita sezione “Voucher per l’internazionalizzazione” (www.mise.gov.it). Una volta ottenuta la password di accesso, dalle ore 10.00 del 15 settembre, le imprese registrate online potranno procedere con la compilazione della domanda, che potrà essere inoltrata al Ministero tramite procedura informatica a partire dal 22 settembre. Il termine ultimo di invio telematico della domanda è fissato per le ore 17.00 del 2 ottobre.

Avvieremo anche in Puglia dei forum di approfondimento in partnership con le associazioni di categoria e gli enti locali – conclude Lelio Ramunni, Export Specialist Puglia per Co.Mark – per fare luce su tutti i vantaggi del fondo perduto nonché sulle tempistiche, le procedure e le condizioni di base per beneficiarne”.

mercoledì 12 agosto 2015

AGRICOLTURA: APPROVATA RISOLUZIONE M5S SULL’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI CON LATTE IN POLVERE

Il ministro Maurizio Martina impegnato dai deputati della Commissione Agricoltura della Camera a rivedere, in sede comunitaria, il regolamento e ad introdurre l’obbligo di indicazione in etichetta per i prodotti lattiero-caseari con latte in polvere
Mentre gli allevatori pugliesi scendono in piazza per protestare contro la decisione dell’Unione europea di cancellare la legge italiana 138/1974 che vieta l’utilizzo di latte in polvere, a difesa della qualità delle produzioni lattiero-casearie del nostro Paese, un primo passo verso la tutela del settore giunge da Montecitorio. È stata approvata in Commissione Agricoltura alla Camera, infatti, la risoluzione del Movimento 5 Stelle che impegna il Governo ad intervenire per rivedere, in sede comunitaria, il Regolamento 1169/2011 e ad introdurre l’obbligo di indicazione in etichetta dell’eventuale utilizzo di latte in polvere nella preparazione di prodotti lattiero-caseari.  
Le regole che vigono in Unione europea non tutelano l’agroalimentare italiano – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – e il contenzioso sul latte in polvere né è solo l’ultima, surreale dimostrazione. Ora, dopo la blanda risposta data dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina poche settimane fa ad una nostra interrogazione parlamentare sulla questione, ci aspettiamo un’azione concreta per tutelare una delle migliori eccellenze italiane nel mondo. Il dicastero agricolo dovrà adoperarsi per annullare la richiesta dell’Unione europea che rappresenta un adeguamento al ribasso per il nostro Paese e che rischia di compromettere la qualità di oltre 400 produzioni nazionali. Ci auguriamo, infine – conclude L’Abbate (M5S) – che questa azione serva da stimolo per sbattere finalmente i pugni sul tavolo europeo ed ottenere la revisione della normativa comunitaria in materia di etichettatura di origine”. 
Con l’approvazione della risoluzione M5S, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina è tenuto ad intraprendere ogni utile azione volta a tutelare le produzioni lattiero-casearie italiane non certificate DOP ed IGP, in modo da mantenere in vigore le disposizioni recate dalla legge n. 138 dell’11 aprile 1974 e, qualora ciò non fosse possibile, anche a seguito di una eventuale pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea, ad assumere iniziative volte alla revisione del Regolamento UE 1169/2011 per introdurre l’obbligo di indicazione in etichetta dell’eventuale utilizzo di latte in polvere nella preparazione di prodotti lattiero-caseari, ovvero ad individuare ogni utile misura, tenuto conto della compatibilità con il diritto comunitario, che sancisca l’obbligo, almeno a livello nazionale, di tale indicazione. “Lo strumento più potente lo hanno in mano i consumatori – conclude L’Abbate (M5S) – i quali, però, devono essere messi nelle condizioni ottimali di poter scegliere in maniera informata: con la chiarezza e la trasparenza dell’etichetta, non vi sarà più inganno”.  

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mercoledì 5 agosto 2015

ECONOMIA: APPROVATA LA LEGGE SULL’AGRICOLTURA SOCIALE

Finalmente anche l’Italia si dota di una legge che vada a disciplinare il crescente fenomeno dell’Agricoltura Sociale. L’Abbate (M5S): “avremmo voluto requisiti minimi più stringenti ma l’approvazione è positiva”
In ritardo di 7 anni in confronto al regolamento europeo datato 2008 e, dopo un lustro e due legislature, l’Italia si è finalmente dotata di una legge sull’Agricoltura Sociale. Un fenomeno emergente in tutta Europa che vede operare nel nostro Paese già più di mille aziende, in un sottobosco di norme regionali ora dissipato da una disciplina organica in materia. L’importanza dell’Agricoltura Sociale, peraltro, la si riscontra anche nella programmazione europea 2014-2020, dove è una delle priorità dell’Accordo di Partenariato, con l’intento di sfruttare le multifunzionalità delle aziende agricole per sperimentare modelli di welfare in grado di valorizzare il capitale sociale dei territori sociali. 
Valutiamo positivamente l’approvazione della normativa che finalmente disciplinerà l'attività di integrazione e le attività terapeutico-riabilitative svolte dalle imprese agricole, anche se due anni di esame sono davvero troppi e il lavoro della Commissione potrebbe essere molto più veloce – commenta a margine della votazione avvenuta questa mattina il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Il nostro voto di astensione deriva principalmente dalla formulazione dell’articolo 2: riteniamo, infatti, che l’inserimento tra i beneficiari non soltanto di soggetti svantaggiati e disabili ma anche di chi si trova, ad esempio, in situazioni di ridotta contrattualità, dia di fatto alle attività di agricoltura sociale una funzione più assistenziale che sociale, con facile possibilità di utilizzi impropri nel reclutamento delle forze lavoro. Per questo – continua L’Abbate (M5S) – confidiamo che si dia davvero seguito al nostro ordine del giorno che impegna il Governo a predisporre modalità più stringenti e requisiti minimi per far sì che di questa legge possano veramente fruirne le persone che ne hanno bisogno”.
La nuova legge introduce la definizione di “agricoltura sociale”, dove rientrano le attività che prevedono l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante; iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche. Tra le altre novità, è previsto che le Regioni, nell’ambito dei PSR, possano promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, che le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere possano inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale e che i Comuni possano prevedere la valorizzazione dei prodotti provenienti da questo ambito nel commercio su aree pubbliche. Si potrà favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito dell’alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli o si potranno dare in concessione, a titolo gratuito, a questi operatori anche i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Viene, infine, istituito l’Osservatorio sull’agricoltura sociale, chiamato a definire le linee guida in materia e con funzioni di monitoraggio per il coordinamento delle iniziative con le politiche rurali e comunicazione.

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lunedì 3 agosto 2015

STOP IMMEDIATO AL TRAFFICO ILLECITO DI ORGANI

Il deputato pugliese Scagliusi (M5S), sulla scia dell’inasprimento delle pene approvato al Senato, ha depositato una risoluzione alla Camera chiedendo la raccolta di dati ed informazioni per una maggiore tracciabilità sulla provenienza degli organi
Il 22 luglio scorso l’ex viceministro della sanità, Huang Jiufu, durante una conferenza stampa a Hong Kong ha annunciato che per la Cina si prepara un anno record di trapianti di organi, con oltre 12.000 interventi. Tuttavia, ad oggi, sono ancora poche le informazioni che permettono di delineare, in modo completo e trasparente, la situazione in merito alle pratiche di trapianto di organi sul territorio cinese e alla tracciabilità relativa alla loro provenienza. Ciò ha spinto il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S), vicepresidente del Comitato permanente per i diritti umani, a depositare una risoluzione in Commissione Affari Esteri che impegna il Governo a perseguire, per quanto di competenza, il traffico di organi secondo le convenzioni internazionali, alle quali l’Italia ha aderito, ed i termini di legge. Nella Repubblica popolare cinese, infatti, si praticano oltre 10.000 trapianti di organi all’anno ed i 165 centri cinesi dedicati pubblicizzano la loro capacità di individuare organi compatibili in un periodo compreso tra le due e le quattro settimane, sebbene allo stato attuale la Cina non disponga di un sistema pubblico organizzato ed efficace per il dono o la distribuzione di organi e non vengano rispettati i requisiti di trasparenza e tracciabilità previsti dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
“Come facciano a trovare in due settimane gli organi richiesti non ci è dato sapere – dichiara il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) – ma credo sia lecito farsi qualche domanda. Non è un caso, infatti, che la Commissione delle Nazioni Unite abbia espresso preoccupazione contro la tortura per le accuse di espianto coatto di organi dai detenuti e ha invitato il Governo della Repubblica popolare cinese ad aumentare il livello di rendicontabilità e trasparenza del sistema di trapianto di organi, nonché a punire i responsabili degli abusi”.
Nel marzo scorso, l’Italia ha firmato la convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani che impone agli Stati di proteggere, attraverso misure idonee, le vittime del traffico e invita gli Stati membri a legiferare per una giurisdizione universale. “Mi auguro – continua il vicepresidente del Comitato permanente per i diritti umani – che presto il nostro Paese possa attuare misure idonee a proporre e favorire, nelle sedi istituzionali internazionali, la possibilità di vietare congressi e incontri formativi sul tema del trapianto degli organi nei Paesi che non rispettano le relative convenzioni internazionali in materia nonché a perseguire il traffico di organi secondo le convenzioni internazionali alle quali l’Italia ha aderito, promuovendo un inasprimento delle sanzioni per gli intermediari coinvolti. In questo senso qualcosa si sta già muovendo nel nostro Paese – conclude il deputato Scagliusi (M5S) – Infatti, solo pochi mesi fa, il Senato ha approvato le modifiche al codice penale e alla legge 1 aprile 1999, n. 91, aumentando le pene con la reclusione da 3 a 12 anni e con una multa da 50.000 a 300.000 euro per chi è coinvolto nel traffico di organi. Il disegno di legge è in attesa di discussione alla Commissione giustizia alla Camera. Mi auguro che presto ci sia una normativa adeguata. Questo crimine si ferma solo abbattendo la domanda con pene severe per i responsabili”.

AGRICOLTURA: IL PIANO LATTE DI MARTINA RECEPISCE IL LAVORO DELLA COMAGRI 5 STELLE

Il deputato pugliese L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, esprime soddisfazione per l’accoglimento delle indicazioni fornite negli ultimi due anni e chiede di approvare la risoluzione su etichettatura prodotti fatti con latte in polvere
Un piano da 120 milioni di euro, nel triennio fino al 2017, a sostegno della filiera lattiero-casearia pressata dalla cessazione del sistema delle quote e dalla volatilità dei prezzi che hanno depresso, anche al di sotto dei costi di produzione, le quotazioni italiane di latte. È il pacchetto di misure presentato dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che il Governo intende mettere in campo per sostenere i 35.000 allevatori italiani, anche in vista del Consiglio straordinario di Bruxelles del 7 settembre richiesto da Italia e Francia.
Le novità inserite nel piano latte del Governo rappresentano passaggi fondamentali per la tutela del settore e sono, in buona parte, frutto di un lavoro importante svolto dal Movimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura: a cominciare dall’etichettatura per i prodotti 100% italiani, dal rispetto di quanto previsto dall’articolo 62 sui contratti commerciali o dalla ristrutturazione dei debiti delle aziende a tassi agevolati – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Comagri a Montecitorio – Ora è necessario perseverare nell’impegno per questo settore che rappresenta un elemento importante sia per l’economia nazionale sia per le tradizioni agricole e agroalimentari del nostro Paese. Per questo, riteniamo fondamentale che il Ministero continui ad ascoltarci attraverso l’accoglimento della nostra risoluzione sull’etichettatura dei prodotti realizzati con latte in polvere. Il nostro atto, infatti, – continua L’Abbate (M5S) – anche alla luce della recente procedura di infrazione avviata in Unione europea e delle molte polemiche che ne sono seguite, propone di intervenire nelle competenti sedi per inserire, nell’etichetta dei prodotti derivati dal latte, la loro reale composizione così da garantire un rapporto di trasparenza concreta con i consumatori”.

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domenica 2 agosto 2015

AGRICOLTURA: CHIESTO INTERVENTO GOVERNATIVO PER IL GASOLIO AGEVOLATO A CAUSA DEL CALDO TORRIDO

Il deputato pugliese L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura, ha presentato una interrogazione al ministro Martina per richiedere nuovo gasolio agevolato a fronte degli ingenti consumi per irrigazione sostenuti dagli agricoltori 
L’appello lanciato dal Presidente nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Dino Scanavino e da Raffaele Carrabba di Agrinsieme Puglia, il coordinamento delle organizzazioni agricole CIA, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confocooperative, Agci) e Copagri, non è rimasto inascoltato. Le associazioni di categoria, viste le temperature oltre i 40 gradi delle ultime settimane, hanno richiesto al Governo di aumentare la quota di gasolio agevolato in tutte le Regioni per irrigare e salvaguardare le produzione agricole colpite dal caldo torrido. Un segnale d’allarme che trova sponda nel deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, che ha presentato una interrogazione parlamentare al ministro Maurizio Martina per chiedere un suo immediato intervento.
Negli ultimi anni, la maggioranza guidata dal Partito Democratico e gli ultimi due governi Letta-Renzi hanno inciso pesantemente sui consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all’impiego agevolato per l’agricoltura. Una scure che, affiancata da un mancato piano irriguo nazionale e dall’incostituzionale Imu agricola, si è abbattuta su tutti gli agricoltori ed allevatori italiani, pregiudicando ulteriormente la redditività del settore in un periodo di acuita crisi come quello che stiamo vivendo – commenta il deputato L’Abbate (M5S) – Per questo e vista l’eccezionalità delle temperature di queste settimane, abbiamo accolto l’allarme lanciato dall’associazione di categoria e chiesto al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina un gesto di sostegno concreto al settore agricolo. L’impennata dei consumi causati dalla necessità di ingenti irrigazioni, che ha praticamente esaurito le scorte di gasolio agevolato, potrebbe mettere da un lato a rischio numerose colture e, dall’altro – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – ripercuotersi sui prezzi finali al consumo, incidendo ulteriormente sui cittadini italiani. Un caldo eccezionale che richiede un gesto eccezionale da parte di un Governo che, finora, ha visto l’agricoltura solamente come un bancomat dove prelevare risorse da destinare ad altri settori o, peggio ancora, a marchette come quella degli 80 euro”.
Si attende, dunque, di conoscere le intenzioni del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e se, almeno in questa campagna estiva torrida, il Governo intenda andare incontro agli agricoltori.

#‎sanità‬ SI CHIAMANO TAGLI. PUNTO

Donno (M5S): pensiamo al bene comune prima che tutto degeneri