mercoledì 22 luglio 2015

Bernini (M5S) Presentata interrogazione su decesso bracciante agricolo sudanese

Roma 22.07.2015 – “ Una notizia drammatica, che lascia senza respiro, l’ennesimo decesso che possiamo rubricare sotto la voce neoschiavismo, un segno di inciviltà, un segno dei tempi e della storia presente del nostro paese” così il deputato portavoce 5Stelle Massimiliano Bernini in merito alla morte di Moha­med in un campo di Nardò, in pro­vin­cia di Lecce “La morte – prosegue Bernini – è avvenuta presumibilmente a causa delle estreme condizioni di lavoro nelle quali si svolgeva il lavoro di raccolta dei pomodori, in aperta campagna nonostante i 40 gradi centigradi, il che la dice lunga sulle condizioni di veri e propri schiavi moderni nelle quali si trovano a sopravvivere queste persone, condotte in Italia da guerre, carestie e mali che noi forse non riusciamo neppure più ad immaginare reali. E’ orami chiaro a tutti – e questo fatto tragico non fa che ribadire il concetto -  che il settore primario è caratterizzato perlopiù da lavori usuranti e pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, e che i controlli da parte degli organi di vigilanza risultano essere assolutamente inadeguati. Il caporalato è stato inserito tra i reati perseguibili penalmente nel 2011, essendo considerato un “reato spia” di infiltrazioni criminali nel settore agricolo: si stima che il giro d’affari connesso alle agromafie sia compreso tra i 12 e i 17 miliardi di euro, il 5-10% di tutta l’economia mafiosa, per la maggior parte giocato tra la contraffazione dei prodotti alimentari e il caporalato. Al fine di sollecitare una presa di posizione forte dei Ministri competenti e stimolare una riflessione profonda nell’opinione pubblica abbiamo presentato un’interrogazione in commissione per chiedere quali provvedimenti saranno presi per intensificare i controlli a garanzia delle normative vigenti sulla sicurezza nei posti di lavoro ed evitare il ripetersi di fatti simili”

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