sabato 2 aprile 2016

AGROALIMENTARE: FRANTOI COSTRETTI A STOCCARE L’OLIO DI OLIVA COME SE FOSSE PETROLIO



Il sottosegretario all’Interno Bocci risponde all’interrogazione del Movimento 5 Stelle che continua a chiedere norme chiare e procedure semplificate per sostenere il made in Italy e le eccellenze agroalimentari. “Il vigente quadro normativo vede i depositi e le rivendite di liquidi combustibili, di qualsiasi derivazione e di capacità geometrica complessiva superiore a 1 metro cubo, assoggettati ai controlli e agli adempimenti di prevenzione incendi previsti ai sensi del punto 12 dell’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica n. 151/2011”. In pratica, sulla certificazione per la prevenzione incendi degli impianti di stoccaggio dell’olio di oliva, i frantoiani devono comportarsi come se stessero conservando una sostanza di origine petrolifera, nonostante le differenti caratteristiche chimico-fisiche del cosiddetto “oro verde”. A confermarlo il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci che ha risposto in Commissione Agricoltura della Camera all’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle. “Chiedevamo al Ministro se e quanto sarebbero state emanate specifiche regole tecniche o linee guida ad hoc per la prevenzione incendi degli impianti di stoccaggio degli oli di origine vegetale, difficilmente assimilabile a quelle previste per gli altri depositi di liquidi infiammabili o combustibili – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura Montecitorio – Purtroppo, in merito, non abbiamo ottenuto alcuna risposta, tantomeno una tempistica certa. Temiamo che questa mancanza normativa continuerà a comportare oneri eccessivi, soprattutto ai piccoli frantoi la cui attività è limitata a pochi mesi l’anno, con ripercussioni sulla competitività delle nostre produzioni. Se vogliamo tutelare davvero il made in Italy e le nostre eccellenze agroalimentari, quale è il nostro olio – conclude L’Abbate (M5S) – dobbiamo rendere la legislazione più snella e appropriata, con norme chiare e procedure semplificate, senza rinunciare ovviamente alla pubblica incolumità”. Sulla questione, inoltre, è attualmente al Senato il Collegato Agricoltura che “stabilisce l’innalzamento a sei metri cubi di capacità della soglia di assoggettamento dei depositi di olio di oliva agli obblighi di prevenzione incendi, al pari di quanto già previsto per i depositi di prodotti petroliferi – ha dichiarato il sottosegretario Bocci – una misura che consente di realizzare un equo contemperamento tra l’esigenza prioritaria di mantenere un elevato standard di tutela della pubblica incolumità e l’obiettivo perseguito dai frantoiani di ridurre gli oneri burocratici e finanziari a loro carico. Un passo avveduto, quindi, nella direzione auspicata dal M5S e dalle stesse associazioni di categoria”. Ma che, a conti fatti, non agevola concretamente un percorso di sburocratizzazione del comparto, dove l’olio di oliva continua ad essere equiparato ai prodotti petroliferi. 

giovedì 31 marzo 2016

PUGLIA: IN LEGGERA CRESCITA LE AZIENDE AGRICOLE GIOVANILI ED A CONDUZIONE FEMMINILE

La fotografia del Centro Studi Confagricoltura vede la Puglia in costante crescita nelle imprese agricole mentre il deputato pugliese L’Abbate (M5S) chiede di investire di più su competenze e competitività
In uno scenario generale di calo delle imprese agricole (-1%), soprattutto per quanto concerne quelle giovanili (-3%), la Puglia sembra reggere il colpo attestandosi dietro regioni come la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Calabria. Stando all’ultimo rapporto del Centro Studi Confagricoltura su dati Unioncamere, il Tacco d’Italia, infatti, registra un lieve ma significativo aumento delle imprese agricole giovanili dello 0,5% (dalle 5.300 del 2014 divengono 5.329 nel 2015) che rappresentano ora lo 6,8% del totale delle aziende nel primo settore. In leggera crescita, sia il numero delle imprese agricole (+0,4%) sia il lato rosa dell’agricoltura con un +1,7%: da 23.318 imprese nel 2014 si passa, dunque, a 23.721 aziende agricole nel 2015.
Il recente rapporto del Centro Studi Confagricoltura fotografa una diminuzione del numero di aziende giovani e rosa, la riduzione della superficie agricola utilizzata per effetto dell’urbanizzazione, il trasferimento di terreni, dati in cessione o in affitto, dalle piccole aziende a quelle di dimensioni maggiori commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camerain questo scenario italiano, la Puglia si distingue per essere un territorio in cui gli imprenditori, soprattutto giovani e donne, sembrano riporre speranze ed aspettative per il futuro. Sono segnali sicuramente positivi, date le contingenze nazionali, ma non si può dimenticare che il mutato contesto economico, globalizzato, richiede elevate capacità imprenditoriali ed alti standard di competitività. L’agricoltura, oggi, necessita di investimenti per accrescere competenze, competitività ed innovazione che dovrebbero essere poste al centro delle strategie politiche nazionali e regionali. In questo conclude L’Abbate (M5S)un ruolo cruciale può essere svolto dai finanziamenti europei, da utilizzare tutti quantitativamente (cosa in cui la Puglia non sempre ha brillato) ma soprattutto in modalità realmente utili per l’intero settore primario, attraverso PSR (piani di sviluppo rurale) finalizzati allo sviluppo e non alla mera elargizione di fondi”.

Puglia (M5S): “Sicurezza srl e collocamento obbligatorio, il Governo ris...